Prevenzione vaccinale in Liguria

Il Piano Nazionale in Prevenzione Vaccinale (PNPV) per il triennio 2017-2019, oggetto di intesa del 19/01/2017 tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, rappresenta uno strumento tecnico operativo che garantisce a tutti i cittadini un’offerta di salute, attiva e gratuita, uniforme sull’intero territorio nazionale.

La Regione Liguria, con Delibera di Giunta Regionale (DGR) n° 284 del 07/04/2017, ha recepito il PNPV e con successiva deliberazione n. 34 del 13/04/2017 ha fornito alle Aziende sanitarie indicazioni operative, per la puntuale ed omogenea applicazione dei suoi contenuti a livello regionale.

Le novità introdotte dal nuovo PNPV sono minime perché la Regione Liguria è sempre stata attenta al controllo delle malattie trasmissibili prevenibili mediante immunizzazione: già il precedente Piano Regionale in Prevenzione Vaccinale (PRPV), di cui alla DGR 1701 del 22/12/2014 “Aggiornamento Piano Regionale in Prevenzione Vaccinale”, prevedeva l’offerta allargata, attiva e gratuita, della vaccinazione anti-meningococcica con preparato coniugato quadrivalente (A, C, W135 e Y) negli adolescenti, l’inserimento del vaccino anti-pneumococcico coniugato 13-valente per alcune coorti di soggetti >64 anni, l’introduzione del vaccino contro il meningococco di tipo B per tutti i nuovi nati, l’offerta del vaccino per la varicella nel secondo anno di vita, la vaccinazione universale negli adolescenti contro il papilloma virus (HPV) e l’inserimento del vaccino contro l’herpes zoster per i soggetti di 65 anni di età.

Con l’applicazione del nuovo PNPV, è stata, inoltre, inserita la vaccinazione gratuita contro il Rotavirus per tutti i nuovi nati, a partire dal 1/1/2018.

La Regione Liguria ha sempre posto attenzione all’offerta attiva nei soggetti a rischio e alla promozione delle vaccinazioni nei gruppi difficili da raggiungere. In particolare, con DGR n. 1314 del 30/11/2015, ha dedicato un apposito calendario vaccinale rivolto alla popolazione con infezione da HIV (da pag. 24 dell’allegato). La vaccinazione in questi soggetti rappresenta infatti uno strumento fondamentale nella prevenzione di alcune patologie trasmissibili, la cui gravità può essere particolarmente severa in questi pazienti, nei quali vi è insito il rischio di immuno-compromissione.

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